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martedì 19 febbraio 2013
"Voterò Monti: un voto ragionato. Alle regionali voterei Ambrosoli o
 Parecchi amici mi hanno chiesto per chi voterò. Credo che sia giusto parlarne apertamente. In fondo la campagna elettorale serve proprio a chiarire e a confrontare le idee.

Voterò le liste Monti sia alla camera che al Senato. E’ un voto “ragionato”. Non ci arrivo per un’ondata di entusiasmo. Ci sono due argomenti forti che mi hanno convinto sin dal primo momento. Il primo è un riconoscimento alla serietà di Monti, che formando il governo ha ridato all’Italia una dignità e una autorevolezza che aveva perso (ed è incredibile che tanti italiani se ne siano già dimenticati). Il secondo è che, realisticamente, la sola maggioranza che può traghettare l’Italia oltre le tempeste che ci aspettano è quella Monti – Partito Democratico. In questa prospettiva votare Monti significa rafforzare la parte più responsabile di un futuro (speriamo) governo.

Personalmente credo che un governo con Bersani Presidente e Monti Ministro dell’Economia sia il meglio che può arrivare dopo le elezioni. In Sardegna c’è poi un terzo motivo. I due capilista sono persone serie e preparate. Pier Paolo Vargiu è uno dei consiglieri regionali più attivi e più preparati. Mario Sechi è uno dei migliori giornalisti italiani. Vale la pena di aiutarli e di metterli alla prova.

A molti non piacerà. Ma qualcuno è in grado di suggerire qualcosa di meglio? Un governo di soli PD (ammesso che abbiano la maggioranza) sarebbe forse più equilibrato? Un governo che inglobasse anche Berlusconi sarebbe ...   continua
lunedì 15 ottobre 2012
Napolitano sta sbagliando
 Sono tra i tanti estimatori di Giorgio Napolitano, ma dissento profondamente da quanto ha dichiarato sulla riforma elettorale. Il Presidente si è rallegrato perché il Parlamento si è svegliato e ha fatto un piccolo passo avanti. Ha tutto il diritto di farlo perché si è speso molto per cancellare il Porcellum. Ma è anche entrato nel merito, dando un avallo (e che avallo) al superamento del maggioritario con l’argomento, oggi purtroppo in voga, che le leggi che spingono a coalizioni ampie favoriscono la ingovernabilità. Argomento incomprensibile, perché non si vede perché una alleanza fatta prima delle elezioni, che per governare deve comunque ottenere più voti degli altri, debba essere più eterogenea di una fatta dopo il voto, magari alle spalle degli elettori. E’ una spinta a cancellare il principio che il governo deve essere scelto dal cittadino con il voto, e a tornare alla vecchia regola per cui i governi venivano creati e fatti cadere dai partiti dopo il voto. Regola, non dimentichiamolo, che aveva portato a una durata media dei governi di nove mesi.
Il ritorno al proporzionale, ormai largamente maggioritario in Parlamento, mi sembra una decisone scellerata, voluta dai partiti solo per accrescere il proprio potere. Vent’anni fa il crollo della prima repubblica avvenne, oltre che per Mani Pulite, per la cronica instabilità e la conseguente incapacità dei governi di affrontare la crisi economica e sociale. A larghissima maggioranza i cittadini votarono per il magg...   continua
mercoledì 10 ottobre 2012
"Una stagione indimenticabile", a vent'anni dal Palaeur
 Esattamente vent’anni con alcuni di voi eravamo al Palaeur. Era il 10 ottobre 1992. Per i più giovani, beati loro, questa data non dice niente. Ma per chi ha partecipato a quella avventura fu un giorno straordinario. Fu il giorno in cui ci accorgemmo che la speranza di cambiare l ‘Italia non era solo nostra, ma di milioni di persone.
Un amico, Fabio Garbo, mi ha chiesto di organizzare qualcosa per ricordarlo. Ma ho preferito di no, sia perché siamo immersi in tali guai che si pensa solo al futuro, sia perché le celebrazioni sono un po’ tristi.
Ma parlarne è giusto. E quando riandiamo a quei momenti, accanto all’emozione e all’orgoglio il primo sentimento che nasce è la amarezza. L’Italia che sognavamo non c‘è. E visti oggi quei sogni, quei progetti, quelle speranze sembrano lontani anni luce. I fatti ci parlano crudamente, anche oggi, di una politica sepolta nel fango, di una corruzione che ha raggiunto livelli che ci sembravano impossibili, di un Paese sgomento che sembra aver perso ogni speranza. Abbiamo lottato per un’Italia orgogliosa di sé stessa, che guarda avanti, che prepara un futuro migliore. Ci abbiamo creduto. Ma abbiamo perso. Questa è la verità.
Ma attenzione, quello che oggi sta crollando con disonore non è l’edificio che abbiamo costruito noi. E’ quello che hanno fatto i nostri nemici. E’ il berlusconismo rampante che ha gettato l’Italia in un abisso. E’ l’egoismo dei partiti chiusi in sé stessi che impedisce alla classe politica non solo un rinnova...   continua
lunedì 25 giugno 2012
Presentazione del Diario di Antonio Segni 1956-1964
 Cari amici,
di seguito l'invito per la presentazione del "Diario (1956-1964) di Antonio Segni che avrà luogo il prossimo giovedì 28 giugno alle ore 17.30 presso la sede della Fondazione Sturzo a Roma.

L’Istituto Luigi Sturzo, la Fondazione Antonio Segni e la Società editrice Il Mulino hanno il piacere di invitarla alla presentazione del volume "Diario (1956-1964) di Antonio Segni" A cura di Salvatore Mura
Programma:
Saluto di Roberto Mazzotta
Presiede: Paolo Mieli
Intervengono: Emilio Colombo, Umberto Gentiloni, Francesco Malgeri

Giovedì 28 giugno 2012, ore 17.30
Istituto Luigi Sturzo, Palazzo Baldassini
Via delle Coppelle, 35 – 00186 Roma
e-mail infopoint@sturzo.it

Sarò lieto di vedervi!
lunedì 9 gennaio 2012
109 Costituzionalisti per il SI all'ammissibilità
 Carissimi,

109 costituzionalisti italiani, cioè la quasi totalità dei professori di questa materia, hanno sottoscritto l'appello che Vi allego.

Tra essi vi sono due ex Presidenti della Corte, cioè Onida e Zagrebewskj, e molti altri notissimi nomi come Barbera, Bassanini, Cheli, Guzzetta.

Nell'appello si afferma che "auspichiamo che la Corte decida per la ammissibilità". I giornali di questi giorni dicono invece che sarebbe stata già decisa la bocciatura. Ma come spiegheranno i quindici giudici le ragioni della bocciatura visto che quasi tutto il mondo costituzionalistico italiano ritiene i quesiti accoglibili?"

Mario Segni

Il Comitato referendario per i collegi uninominali ha diffuso un appello, promosso da Andrea Morrone, sottoscritto finora da 109 costituzionalisti.

L’appello, auspicando che il referendum sia ammesso dalla Corte costituzionale, esprime il convincimento che, grazie alla decisione di ammissibilità, l’iniziativa referendaria continui a svolgere la funzione di pungolo per il varo di una nuova legge elettorale, nel solco dei quesiti sottoscritti da un milione e duecentomila cittadini.

I quesiti referendari, se ammessi dalla Corte costituzionale, potranno aiutare le forze parlamentari impegnate nel delicato sostegno al governo Monti a realizzare gli obiettivi indicati dal Capo dello Stato.

Il testo:

“All’inizio della campagna referendaria, molti di noi lanciarono un appello ai cittadini, perché ap...   continua